
Mi sembra che queste discussioni "virtuali" (a parte le immancabili cadute di stile di qualche coraggioso anonimo) stiano portando a qualche risultato. Sia qui che sul blog degli hermanos sono venute fuori persone e idee che altrimenti sarebbero forse restate nell'ombra. E' chiaro che non è che qui si risolvono i problemi ma certo è che il confronto sta portando forse ad un nuovo modo di "fare".
Un modo con il quale il giovane ed il meno giovane, si incontrano senza che ne l'uno e ne l'altro abbiano la presunzione o la timidezza nell'esprimere le proprie idee. Ad esempio il dibattito sul turismo porterà ad una tavolo "vero" dove ci si confronterà e si cercherà di trovare un percorso nella messa in pratica delle idee sul tema e che però si dovrà per forza allargare ad altre tematiche che sono tra di loro collegate quali l'ambiente, l'assistenza sociale, le politiche giovanili, la scuola, i lavori pubblici, ecc. andando, in definitiva, anche a lavorare su come un comune deve spendere i soldi che ha cercando di essere sempre in linea con il "PROGETTO" che si è scelto.
Questo sforzo deve essere fatto ora per proporre un progetto nuovo e che abbia qualche possibilità di essere attuato davvero e che poi deve essere anche sostenuto negli anni con la partecipazione alle scelte.
E' quella che si chiama
DEMOCRAZIA PARTECIPATA dove io non mi limito a dare il voto e delego per 5 anni qualcuno ad amministrare ma partecipo alle decisione contribuendo con la mia partecipazione alle scelte.
Per far ciò è necessario che chi è delegato con il voto ad essere amministratore sia sensibile a questo modo di "fare", abbia l'intelligenza di sentire continuamente le voci di associazioni e di singoli, abbia la capacità di stimolare questa partecipazione; insomma abbia davvero la voglia di cambiare.
Questa è forse è la sfida più difficile.