
Oramai è il rombo degli elicotteri e dei candair ad annnunciare l'arrivo dell'estate. Una volta erano le cicale.
Come in altre parti d'Italia le nostre colline bruciano giornalmente grazie a qualcuno che, per il proprio interesse, passa l'estate a trovare il vento giusto e il bosco giusto da distruggere.
Dietro ogni incendio c'è un uomo che spera di trarre vantaggio dalla terra bruciata ed è per questo che la legge vieta, nelle aree bruciate, qualsiasi attività (per i 5 anni successivi) Censire queste zone bruciate e far rispettare questa legge sarebbe un deterrente che (forse) potrebbe ottenere qualche effetto e dunque ne animali al pascolo, ne tantomeno costruzioni (tipo villette a chiavino!!!) dovrebbero trovare posto nelle aree bruciate. E' uno sforzo che non è stato mai fatto ma che, se Lenola vuole avere una vocazione turistica, non può essere rimandato.
A proposito di vocazione turistica il problema dell'acqua, ancora di più in questi giorni, sta rendendo difficile la vita a chi vive a Lenola. Non è una "emergenza idrica" perchè un'emergenza è una cosa eccezionale mentre da noi oramai è la normalità. E' inutile ritornare sul fatto che la situazione in questi anni è andata peggiorando e che l'acqua sarebbe dovuta essere LA priorità delle varie amministrazioni ma è utile riflettere ancora su acqua pubblica o privata (acqualatina).
Tra qualche giorno si celebreranno i 50 anni dell'arrivo dell'acqua a Lenola. Prima di quella data l'acqua si andava a prendere dai pozzi oppure dalle cisterne di acqua piovana che molte case avevano (che errore abbandonarle !!!!).
Dopo 50 anni (almeno per l'acqua da bere) invece di andare ai pozzi, si va al supermercato a prendere l'acqua spendendo soldi per una cosa che, almeno per 30 anni, è stata per tutti "gratis". L'Italia è il paese d'Europa dove si consuma più acqua in bottiglia e basta vedere quanto spendono le multinazionali per fare pubblicità alle varie "acque sante" per capirlo!!!
Spesso la stessa multinazionale (come VIVENDI) che vende l'acqua in bottiglia è anche socio in gestori dei sistemi idrici (come VIVENDI in Acqualatina) e si capisce bene che non c'è molta convenienza per loro a fare uscire dal rubinetto acqua potabile.
Un dato che rende bene la situazione è quello relativo alla percentuale di acqua che si disperde: nel 2004 (dati Acqualatina !!) è stata del 63% ( a Lenola è il 65% !!) mentre nel 1987 (dati ISTAT) era il 28 % ( a Lenola era il 42,66%).
Dunque festeggiamo i 50 anni dall'arrivo dell'acqua a Lenola riflettendo anche sul fatto che stiamo festeggiando una grossa opera PUBBLICA e che se 50 anni fa la gestione fosse stata già una gestione privata (tipo Acqualatina) col cavolo che avrebbero portato l'acqua fino a Lenola.